Cyberpunk Next: Parte III

Sui giochi e sul giocare di ruolo

Moderatore: Consiglio direttivo

Cyberpunk Next: Parte III

Messaggiodi divago » 13 ago 2014, 2:50

Disclaimer
Queste mie considerazioni sono per lo più generiche; tuttavia si basano sulle premesse di un gioco di ruolo tradizionale. Per favore teniemo in separata sede le discussioni su quale altro genere di gioco (es diceless, o new wave) sia o meno "migliore".
Queste mie considerazioni dovrebbero essere per lo più avulse da meccaniche, ma sono state pensate su un sistema generico che mi fornisca determinati strumenti (Hero System); in caso, chiunque può adattare le meccaniche al sistema che preferisce. Teniamo per favore in separata sede discussioni su quale sistema possa o meno essere più adatto al gioco.
Grazie


Parte III: Ambientazione e stile di gioco
sono passati degli anni... tipo il 2034 o peggio ancora 2050
mi piace l'idea che ci sia stata una guerra di qualche tipo tra corporazioni o tra stati o meglio ancora tra varie forze politiche per dare quel retrogusto di post apocalittico che di questo tempo non guasta mai. Ma non come CPv3 (Dio ce ne scampi e liberi!!!!) più tipo Ghost in the Shell o Deus Ex
l'idea di una guerra serve per creare uno stacco tra vecchio e nuovo, dare la scusa per dei rinnovamenti drastici e cambiamenti di tendenza, come anche per giustificare che il nuovo prodotto di telefonini dell'anno prossimo sia più avveniristico della tecnologia del gioco.

Lo stile di gioco rimarrebbe lo stesso del vecchio, ma forse più puntato sul transumano che non sulla guerra alle corporazioni. Poi uno magari adatta questo o quell'aspetto a seconda del suo interesse di gioco.
Rimarrebbe incentrato più sui personaggi e il loro "micromondo" che non su aspetti epici, conflitti mondiali, ecc. anche se non escludo la possibilità di aggiungere elementi legati al conflitto.
Lo stile rimarrebbe Cyberpunk, almeno come definizione: città tetra, pioggia, luci al neon, criminalità, e vivere sul filo del rasoio per sbancare il lunario con cose al limite (inferiore) della legalità, per poi finire poco meglio, se non peggio, di come si era all'inizio.

Concezione della Tecnologia:
Mi piace l'idea dell'Agente di CPv3: un dispositivo personale che fornisce servizi e opzioni a livello individuale; ne esistono infiniti modelli ma alla fine sono tutti uguali, perché quello che offrono di diverso è il servizio (che va pagato a parte su tassa mensile o annuale e funziona su tutti i dispositivi su cui logghi colla tua utenza). Fornisce ricerche in rete, ricorda appuntamenti, ma ha anche una diagnostica interna e reazione al mondo che circonda l'utente: se siete sotto un conflitto a fuoco, può fornire indicazione di un negozio d'armi, o chiamare un numero di emergenza preimpostato (di base la polizia ma può essere disabilitato o chiamare una polizia privata a scelta). Se l'utente ha un sistema di diagnostica cibernetica interna, può inviare dati all'Agente che provvederà a contattare un team di estrazione medica in caso di ferita o malattia; oppure ordinare alla data factory più vicina una maglietta identica a quella appena bucata dal proiettile.
Questa idea, all'epoca di CPv3, era innovativa e forse l'unica cosa da salvare di quell'obrobrio di manuale; ora sembra una versione pompata di Google Now, ma concettualmente...

Mi piace anche l'idea della Data Factory: dei "negozi" formati da enormi stampanti 3D dove te ordini la roba da un pannello e questa viene stampata sul momento. I negozi più "in" hanno degli schermi intelligenti che riprendono l'immagine del cliente e photoshoppano automaticamente il vestito addosso a lui (una sorta di "specchi futuristici"), campioni di tessuto, ecc. mentre solo le boutique di lusso hanno dei veri capi in prova.
La presenza umana serve per evitare che vengano rubati componenti delle stampanti 3D o che venga vandalizzato il negozio o semplicemente che venga hackerata la stampante per produrre materiale inadatto. A seconda della qualità del negozio la sicurezza può essere data da forze di polizia privata, commessi scrupolosi che seguono il cliente, o un singolo commesso pagato in nero che si guarda le partite sull'Agente dietro al suo bancone corazzato e ogni tanto alza uno sguardo verso i clienti.

Non tutto viene processato per Data Factory: per il materiale di grossa stazza (es una macchina o una moto) serve fare un ordine e aspettare che vengano assemblati i pezzi e recapitato nell'autosalone, mentre per i generi alimentari esistono degli store multi etnici di ogni genere. Per il materiale illegale, si usano Data Factory hackerate, oppure si comprano al mercato nero come si faceva una volta

Città e Nanotecnologia:
E' interessante la visione della città nanotecnologica che viene costruita dalle nanomacchine e cresce da sola, per essere poi destinata a "morire" quando le nanomacchine abbandonano l'edificio. Non mi piace come viene fatta in CPv3 (e in alcuni romanzi di Gibson) in cui viene presentata come un'entità viva che nasce e muore nel giro di alcuni mesi; penso più ad una visione della città di Appleseed. Le nanomacchine come strumenti dell'edilizia e per la manutenzione le trovo adeguate, ma non come una forma di vita parassita che faccia scadere i palazzi...
Rimane affascinante che i vecchi palazzi, rozzi e brutti ammassi di cemento e metallo siano roba "di lusso" perché "costruita dall'uomo, fatta per durare" mentre i nuovi palazzi sono semplicemente economici e "prima o poi cominciano a degenerare, e potresti trovarti senza un tetto nel giro di pochi giorni" ma appunto non all'estremo. O non per i pg di "normali"...

Interessante la visione di intere città viaggianti nei deserti tra una città e l'altra, ma anche qui non a livello "Mad Max incontra Megatrasporti", più a livello di convogli di camion abitativi e insediamenti temporanei che si spostano di tanto in tanto lungo le strade. Del tipo "una settimana in strada per arrivare al nuovo campo, e un mese stanziati nel nuovo campo..."

Concenzione della Rete:
mi piace un po' l'idea alla base della RV di Shadowrun, magari un poco risistemata. Qualcosa di questo tipo:
- la rete è studiata per la fruibilità, e per il controllo; gli algoritmi di utilizzo e i protocolli RV (Realtà Virtuale) creano un ambiente spesso chiamato Internet, La Matrice, La Rete, ecc. un ambiente 3D che riproduce e richiama in generale la struttura del mondo reale
- le Reti Cittadine (City Area Network o CAN) sono strutturate come se fossero delle città: ogni ambiente commerciale ha una sua "icona gigante" alta due o tre volte le dimensioni degli utenti e larghe come un blocco cittadino; delle strade rappresentano gli hotlink tra le varie connessini, ecc.
se si vuole andare da un ambiente all'altro si entra nella strada e si arriva a destinazione quasi istantaneamente, oppure si può "girare" a cercare l'ambiente commerciale che si vuole (es facendo un tiro per orientarsi/cercare; in caso l'Agente si occupa di fare la ricerca che serve per indirizzare l'utente verso il posto adeguato)
l'interfaccia virtuale è studiata per rappresentare l'utilizzabilità con quel gusto personale: se si entra in un negozio (interfaccia internet di una datafactory, o un negozio per corrispondenza) vengono rappresentati negli scaffali dei piccoli vestiti in miniatura, li tocchi e compaiono a grandezza naturale per essere visualizzati. Un negozio di armi avrà delle perfette repliche delle armi, e magari una camera di prova dove potrai simulare di sparare ad un bersaglio. Ci sarà l'elenco della roba in archivio visualizzato come un libro mastro con la lista degli articoli, o cartello pubblicitario, un datapad fantascientifico, ecc. ma comunque sarà qualcosa di leggibile. Queste sono solo icone ovviamente ma servono appunto per rendere chiaro a cosa servono e cosa fanno.
- dalle CAN si raggiungono facilmente i siti di incontro o Social Hub, che fluttuano ad un livello superiore (o inferiore); questi hanno delle icone tridimensionali facilmente riconoscibili e raggiungibili e all'interno riproducono una realtà virtuale che possa sembrare un party di lusso, un bar del secolo scorso, una festa in piscina ecc.
- Ogni utilizzatore è obbligato ad avere un'icona o avatar virtuale che in teoria deve essere una rappresentazione più accurata possibile della persona fisica che usa la Rete; le leggi globali obbligano solo la forma umanoide, le dimensioni standard e che sia riconoscibile il codice identificativo per scopi di sicurezza; se non viene alterata questa è rappresentazione tridimensionale dell'utente con un codice a barre lungo il braccio, ma può venire alterata a patto che continui a soddisfare le regole di cui sopra. Un sistema automatico di auto censura blocca contenuti offensivi per decenza e religione e in caso estremo forza ad una delle icone predefinite (es un parallelepipedo sfocato con il codice a barre dietro)
Specifiche CAN possono imporre differenti restrizioni, e i SH spesso impongono che vi siano immagini chiaramente associabili alla persona e all'atto della registrazione che siano fornite le vere credenziali. Pochi controlli tuttavia sono fatti per assicurarsi che siano effettivamente rispettate queste credenziali.
- Enti e locali aperti al pubblico hanno una propria LAN; quando si entra dentro un negozio ad esempio si entra nella sua LAN, in maniera simile a come accade ad un SH pubblico: si attraversano i confini dell'icona che lo rappresenta nella CAN, e ci si ritrova su un'altra rete con dimensioni e aspetto estetico differente. Analogamente aziende private hanno una propria LAN a cui si può accedere fornendo delle credenziali di accesso; molto spesso hanno un'area pubblica cui si accede normalmente e un'area privata cui si accede dopo aver fornito credenziali di accesso, rappresentata da una porta, una griglia, o un portale di qualche tipo.
- alzandosi verticalmente dalla città (in alto o in basso) si passa ad una Global Diffusion Network, chiamata GDN o GloDiN, una rete di comunicazione a lunga portata tra le varie CAN; solitamente lo spazio al di fuori delle CAN viene considerato terra di nessuno ma in realtà è pattugliato da 'runner, forze di controllo e solcato dalle connessioni internazionali, veri e propri fiumi di dati che portano da una CAN all'altra. Qui nessuno si è impegnato molto a rappresentare una RV per cui spesso assomigliano a poco più che piane desertiche, distese innevate, o oceani elettronici attraversati dalle Connessioni Dorsali interstato o internazionali
- enti commerciali o locali sono collegati ad una vicina CAN oppure aggregati tra di loro per formare una nuova CAN; non importa se è l'ente di un motel disperso nel deserto del Nevada o di un resort su un'isola dell'Oceano Indiano, ma se vuole essere raggiunto dal pubblico deve essere connesso ad una CAN tramite una "strada"; se si tratta di tanti enti possono aggregarsi tra loro per formare una CAN minore, ma stiamo parlando probabilmente di piccole città o di un'assembramento di tutti i locali di ampia regione fisica.
Sovente si possono trovare delle LAN isolate: ad esempio il sistema di una piattaforma petrolifera o qualcuno che non voglia farsi trovare dalle forze di controllo delle CAN, ma questi casi sono molto rari e per lo più legati ad illecite attività. Sono comunque raggiungibili viaggiando nelle terre selvagge del GDN

Un utente normale quindi vede la rete come un'immensa realtà virtuale, ma non è quello che è davvero: quello che è davvero è un enorme spazio "vuoto" attraversato da un'infinità di flussi di dati in ogni direzione, una sorta di mare di dati e di icone che si muovono nello spazio senza senso aparente. Nemmeno i più bravi runner sarebbero in grado di orientarsi né tantomeno di poter intraprendere operazioni nel suo interno. Per questo i runner devono comunque sottostare all'interfaccia di RV della Rete; per evitare distrazioni sono soliti eliminare tutte i "suoni e colori" dell'interfaccia ed operare in quello che viene chiamato "Interfaccia Minima"
- vedono quindi la rete come un ambiente nero o blu scuro senza i banner commerciali; la struttura base della Rete viene evidenziata in azzurro più chiaro o verde per indicare i bordi delle strutture, e sovente una proiezione traslucida dell'icona originaria viene visualizzata per capire cosa sia. Delle icone specifiche vengono usate per rappresentare di cosa si tratta e delle scritte volanti caratterizzano.

- per esempio un utente normale si connette ad una CAN e vedrebbe apparire in dissolvenza un cielo stellato solcato da enormi insegne commerciali, con diversi palazzi e delle "strade" di energia; avvicinandosi e toccando una di queste strade arriverebbe davanti alla sua destinazione, una libreria, rappresentata come un enorme libro alto 10 metri leggermente aperto e poggiato sopra ad un altro libro. Attraversando i suoi bordi ed entrando nella libreria vedrebbe alcune serie di scaffali con sopra libri ordinati per genere e per titolo e dei libri fluttuanti nel nulla agli angolo tra gli scaffali. Il numero esatto di scaffali e la dimensione del locale si adattano al numero di visitatori in modo da dare sempre l'impressione che ci sia poca gente ma non troppo poca e creare un ambiente socialmente confortevole e tranquillo.
Soffermandosi su uno dei libri fluttuanti questi si apre e fornisce il catalogo, con diversi tipi di filtri di ricerca (ad esempio per autore, per genere, per contenuti multimediali, ecc.) e selezionando un titolo questo viene indicato chiaramente in uno degli scaffali. Raggiungendo lo scaffale e selezionando il libro questi si apre in una descrizione, alcune pagine di demo, oppure diventa un paio di cuffie o uno schermo video e riproduce un pezzo di anteprima del contenuto; se si decide di comprarlo con un'animazione appare a fianco all'utente un pad entro cui immettere i dati bancari, viene trasferito il denaro e un'icona di un libro compare davanti all'utente che può leggerne il contenuto subito, oppure trasferirlo nella memoria interna del suo Agente e in quel caso il libro scompare all'interno dell'icona dell'utente.

la stessa cosa vista da un runner con Interfaccia Minima sarebbe la seguente:
il runner compare nella CAN nel punto di connessione e subito gli compare intorno uno spazio blu notte vagamente illuminato (per non dare il senso di vuoto); diversi rettangolo rappresentano i confini dei vari enti e locali, e delle righe luminose sono le connessioni tra i suddetti rettangoli. Toccando una di queste linee segue il link e si trova innanzi al costrutto della libreria: il rettangolo azzurro chiaro ha al suo interno una scritta col nome della libreria, e un'icona bidimensionale a forma di libro.
L'interno si presenta come una stanza vuota con intere schiere di file uno dietro l'altro; questi file hanno tutti la stessa icona di un documento testuale, magari un libro stilizzato o un foglio con degli scarabocchi sopra; al centro della stanza un unico file, con una forma geometrica, che se eseguito apre il catalogo.
Una volta individuato il file corrispondente, è sufficiente andare lì ed accedere al file. Selezionando il documento si apre una anteprima, e poi un'icona con un lucchetto blocca la lettura dopo l'anteprima. Inserendo le proprie coordinate bancarie il lucchetto si apre ed è possibile copiare il file in locale.
Il Malefico Kelpie

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