Ultimo libro... non letto, inventato

Non se ne leggono mai troppi!

Moderatore: Consiglio direttivo

Ultimo libro... non letto, inventato

Messaggiodi Myszka » 20 apr 2009, 20:28

Questo topic è simile all'altro, solo che qui si recensiscono libri o fumetti inventati :shock: Più informazioni si danno e meglio è; intendo non solo titolo autore editore ma anche trama, possibilmente un commento, citazioni (sono ben accolte), perché vi è piaciuto (o meglio perché vi piacerebbe se esistesse) ecc ecc.

Sono validi:
:arrow: libri apocrifi di autori noti e/o dischi apocrifi di artisti esistenti.
Ad esempio il misconosciuto racconto "Morte di un uomo senza scheletro" di Chekov, o l'lp mai messo in commercio "Aquarium Deliryum Tongues" dei King Crimson.
:arrow: rifacimenti o saggi su opere note, ma i saggi sono inesistenti.
Ad esempio il "Commenti e riflessioni su Tre Nuove Scienze: la figura di Galileo nella gAstronomia" di Umberto Mordilacqua.
:arrow: altro, che vi sembra inerente, purché ovviamente sia documentato in modo plausibile.
Se volete fornire anche il numero di ISBN, qualche mattacchione potrebbe far impazzire un commesso nel cercarlo :D
Myszka
Signore dello Spam
 
Messaggi: 546
Iscritto il: 18 ott 2007, 9:59

Messaggiodi Myszka » 21 apr 2009, 18:39

Comincio io con questo "Tania la guerrigliera", Red Edizioni, 2009, 22,50 euri. In realtà si tratta di un'opera piuttosto vecchia (del 1974, dal titolo leggermente diverso "1931-1966 Tania la guerrilladora"... ma perché in italiano devono sempre cambiare i titoli?:shock: ) ma mai tradotta in italiano finora. Red si è avvalsa di questo Alejandro Cortini che, a giudicare dal nome ispanico, ci fa sperare che anche se arriva dopo trent'anni, la traduzione sia fatta a dovere.

Riporto l'incipit:
"Il rumore fu sordo, forte ma lontano.
- Ahi - disse, come un bambino che si è punto il dito su una spina.
La chiazza rossa si allargava sul fianco. Dove fosse Ernesto in questo momento era difficile da dire. Si voltò, disse solo - Diteglielo.
Cadde.
"

E' un romanzo, ma è anche una biografia. Io l'ho trovato interessante, anche perché copre un periodo storico sul quale ho sempre avuto curiosità ma ne ho sempre saputo poco. Penso che ne tirerò fuori un'avventurella per gdr, se qualcuno vorrà giocarci.









Se esistesse, ovviamente :P
Myszka
Signore dello Spam
 
Messaggi: 546
Iscritto il: 18 ott 2007, 9:59

Messaggiodi Llark » 21 apr 2009, 19:33

divina, la commedia di Ovidio Rastelli

Ovidio Rastelli è un paroliere piuttosto poco conosciuto in Italia, ma piuttosto acclamato in Norvegia, sua terra d'adozione.

Qui ci stupisce, comunque, con un divertissment davvero unico. Ricorda per concezione un po' quegli strani libri francesi (oltre a esercizi di stile, ce ne sono altri che non ricordo, come il libro che in realtà era un unico, lunghissimo palindromo ed il libro che mancava completamente dell'utilizzo di una vocale)

Rastelli si è divertito ad "anagrammare" l'ordine della parole presenti in un libro leggermente più conosciuto del suo, ovvero "la divina commedia".

Grazie ad una pazienza certosina, ha annotato separatamente tutte le parole presenti in ognuno dei cento canti e da queste ha scritto un libro di cento capitoli. Il gioco ormai è chiaro: il primo capitolo del libro del Rastelli contiene esattamente tutti i lemmi utilizzati da Dante per confezionare il primo canto della Divina Commedia. Solo, in ordine differente.

La trama ovviamente è diversissima: la "Divina, la Commedia" narra dello stesso Rastelli che, scapolo impenitente, andando un giorno a teatro, si innamora follemente della "Divina", ovvero la star dello spettacolo, una donna ammaliante di nome (ovviamente) Beatrice. Ma Rastelli non è fatto per la fine seduzione, e non sarà per lui facile conquistare il cuore della sua bella. Il contrasto di stile aumenta l'umorismo della cosa :)

Posto qui l'incipit, in cui l'autore prima si fa uno spuntino e poi decide cosa fare la sera navigando su internet:

"era mattina e omo, io, era sanza pace
e di pasto avea l'anima la speranza
sì che di lonza un pasto mi face.

Poi atto di cercar su Virgilio fu sapienza
che d'uscia tenea una voglia verace"

[ovviamente i cinque versi sono realmente fatti con questo modo, ah, i miracoli dell'usare la funzione "cerca" come rimario :D

Ho però lo strano dubbio che un libro del genere esista davvero... ho come un ricordo strano... boh @_@]

Ciao ciao
Llark
"Come with me in the twilight
of a summer night for a while
tell me of a story
never ever told in the past"
Avatar utente
Llark
Site Admin
 
Messaggi: 4445
Iscritto il: 18 ott 2007, 7:45
Località: Roma

Messaggiodi Myszka » 21 apr 2009, 21:38

Llark ha scritto:Ho però lo strano dubbio che un libro del genere esista davvero... ho come un ricordo strano... boh @_@]


Beh, io l'ho visto in libreria. La versione in audiolibro, però. Salani, 14,90 euro con cassetta, 19,90 con cd.
Myszka
Signore dello Spam
 
Messaggi: 546
Iscritto il: 18 ott 2007, 9:59

Messaggiodi Renio » 22 apr 2009, 14:40

In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù.

Questa, una delle più famose citazioni cinematografiche, è in genere attribuita a Orson Welles, ne "Il Terzo Uomo"; In realtà Orson Welles per questa citazione potrebbe essersi ispirato a un misconosciuto libro d'avventura italiano degli anni'20, una cui copia potrebbe essere finita fortunosamente in suo possesso mentre girava in Italia, nel 1949, Prince of Foxes, film in cui interpretava proprio Cesare Borgia. Lo stesso anno in cui si girava anche "il Terzo Uomo". E alle commistioni tra storia e regime fascista lo stesso Wells si era interessato qualche anno prima, nel 1937, con un adattamento del Giulio Cesare di Shakespeare ambientato nell'italia fascista di quegli anni. (Kennet Branagh non avrebbe invetato poi molto).

Il libro in questione, misconosciuto e dimenticato, (in realtà un ciclo di due volumi): Requiem per un Ducato e Le Verdi colline del Rinascimento, di Augusto De Ansoni, edizioni La Ardita, Firenze, 1929 e 1930; L'autore professore di storia in scuole superiori di Firenze e dintorni, aveva prestato servizio in marina durante la Grande Guerra e era un ardente fascista.
Quella che poi divenne la citazione de "Il Terzo Uomo" era il lancio pubblicitario del volume riportato nella rivista locale Lettere contemporanee, riportato poi nella sovraccoperta del volume. Trent'anni di orrore e guerre sotto i Borgia fecero fiorire Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento! In Svizzera, terra di pace e democrazia sin da quegli anni, tanti anni di pace han portato solo orologi a cucù!

Ma cos'è 'Requiem per un Ducato' - 'Le Verdi colline del Rinascimento"?
E' un romanzo d'avventura (con forti note grandguignolesche, anzi veramente pulp) che rappresenta una risposta ad ambientazione autarchica alle saghe salgariane, scritto da un professore delle superiori toscano a metà degli anni'20.
L'idea del maestro toscano, entusiasta fascista della prima ora, era quella di "autarchizzare" le epopee salgariane in un contesto storico italiano; e quindi fornendo anche uno spunto di approfondimento storico per i suoi allievi.

Il plot è abbastanza semplice: Il Duca di Torrenuova viene ucciso, avvellenato. La morte improvvisa, quando il figlio del Duca è lontano, rappresenta un duro colpo per il piccolo stato, che viene presto smembrato tra i confinanti.
Il figlio, nuovo Duca di Torrenuova, medita vendetta e inizia un viaggio per l'Italia cercando l'assassino e sospettando che dietro ci sia una macchinazione dei Borgia. Alla sua avventura si uniscono una variegata schiera di personaggi che si uniscono ai suoi ideali di giustizia e liberta, affrontando diverse avventure tra ricerca di indizi, spionaggio, difesa di oppressi, uccisione di cattivi e vendette varie da parte di giovani contesse, vecchi genitori e compassati abati contro i loro rispettivi aguzzini.
Tutto condito dai capolavori del Rinascimento che prendono vita grazie a mecenati illuminati.
Un bellissimo esempio di letteratura di genere, che al termine del primo libro si conclude con la morte del vero assassino del padre, senza che il Duca di Torrenuova ne scopra i mandanti.

Però l'idea se libro e moschetto sembrava interessante, presentava una grave mancanza rispetto ai classici salgariani.

Lì il Corsaro Nero veniva da Ventimiglia e combatteva contro il perfido fiammingo conte Wan Guld, mentre Sandokan, seppur uno straniero malese, combatteva conto esponenti della Perfida albione.
Insomma i nemici erano chiaramente identificabili come stranieri. Qui si trattava di italiani contro italiani.
Inoltre, il De Ansoni, nel secondo volume, conclusivo
Arrivava a una conclusione analoga a quella proposta da Chen Kaige ne 'L'imperatore e l'assasino' e da in 'Hero'di Zhang Yimou. Ovvero quando il duca protagonista dopo due libri densi di avventura si scontra finalmente con Cesare Borgia e a la possibilità di ucciderlo e vendicarsi, rinuncia. La vendetta personale cede di fronte all'idea grandiosa del Borgia, che si svela come incarnazione del Principe Machiavellico.

Se nel primo volume il Duca di Torrenuova reincarnava profondamente l'ideale dell'avanguardista fascista: ovvero in lotta contro le decadenze, collusioni, oppressori etc.etc. Con il finale del secondo volume l'identificazione degli ideali fascisti diventava nebulosa. Forse che il Borgia prima dipinto come nemico, fosse la vera incarnazione del capo di stato ideale.
Piani di lettura troppo complessi, per quello che voleva unire storia e propaganda.
E il De Ansoni preferì tornare alla vita di insegnante, evitando che qualcuno più fascista di lui potesse sollevare obiezioni. Anzi fu lui stesso a contribuire attivamente a far "svanire" le copie già distribuite.

L'interessante opera è stata in seguito riscoperta Cesare il creatore che ha distrutto, la cui autrice Fuyumi Sōryō, si avvale della collaborazione di uno storico universitario. Pare che una copia dei due volumi sia finita finita fino in Giappone, grazie a Harukichi Shimoi, ardito e amico D'Annunzio.
Avatar utente
Renio
Signore dello Spam
 
Messaggi: 566
Iscritto il: 19 nov 2007, 10:49

Messaggiodi Renio » 22 apr 2009, 17:21

Llark ha scritto:Qui ci stupisce, comunque, con un divertissment davvero unico. Ricorda per concezione un po' quegli strani libri francesi (oltre a esercizi di stile, ce ne sono altri che non ricordo, come il libro che in realtà era un unico, lunghissimo palindromo ed il libro che mancava completamente dell'utilizzo di una vocale)


In realtà di questi testi ne esistono almeno due molto significativi:
-La Disparition, di Georges Perec, del 1969, circa 300 pagine senza la lettera "e"
-Gadsby: Champion of Youth, di Ernest Vincent Wright, del 1939, 50110 parole senza la lettera "e"

E di almeno uno dei libri citati in questa pagina, c'è un'edizione nostrana in vendita su IBS...
Avatar utente
Renio
Signore dello Spam
 
Messaggi: 566
Iscritto il: 19 nov 2007, 10:49

Messaggiodi Llark » 22 apr 2009, 17:56

Yep, quelli li conoscevo davvero.
Anche il libro che è un unico enorme palindromo l'ho letto sul giornale tanti tanti anni fa.

Non so quanto fosse lungo o chi ne fosse l'autore, però.

Invece recentemente ho visto un libro che in ogni pagina metteva a fianco un'altra pagina, può essere proprio de "la divina commedia".
Non ricordo il gioco che faceva, immagino non sia quello che dico io, ma boh, c'era comunque un gioco.

Ciao ciao
Llark
"Come with me in the twilight
of a summer night for a while
tell me of a story
never ever told in the past"
Avatar utente
Llark
Site Admin
 
Messaggi: 4445
Iscritto il: 18 ott 2007, 7:45
Località: Roma

Messaggiodi Myszka » 24 apr 2009, 18:01

Hofstadter immaginava un libro che, per non far capire al lettore che la storia stava per finire in base a una semplice occhiata al numero delle pagine, aggiungeva in fondo altre pagine (che semplicemente non facevano parte della trama). Solo che se queste pagine aggiuntive fossero state bianche, il lettore avrebbe lo stesso potuto capire l'inganno con una semplice occhiata; e se fossero state relative a un altro argomento, idem. Quindi ha scritto un racconto in cui i protagonisti ad un certo punto cambiavano carattere e modo di parlare: al lettore l'onere di capire dove la storia finiva e dove inidiavano le pagine aggiuntive.
Simile cosa fa l'argentino Guillermo Garriego, amico di Borges (che talvolta lo cita, e che ha scritto la biografia del fratello: Evaristo). Potrebbe essere proprio il libro che dici tu perché le pagine sono intervallate da altre pagine che non fanno parte della trama ma contengono gli stessi personaggi. Al lettore l'onere di capire quali pagine saltare (le pagine corrette, se lette nell'ordine giusto, formano una storia diversa, perfino con un diverso finale... e si tratta di un poliziesco).
Borges tuttavia (in "Due saggi sulla letteratura", contenuto in Otras "Otras Inquisiciones", scritto quand'era ormai cieco) lo critica perché, come Joyce, richiede al lettore uno sforzo eccessivo che il lettore non necessariamente è disposto a fare.
Myszka
Signore dello Spam
 
Messaggi: 546
Iscritto il: 18 ott 2007, 9:59

Messaggiodi Llark » 24 apr 2009, 18:43

In un certo senso, è il lettore che è chiamato in causa. E' il lettore che decide la propria storia. Molto interessante.

Mi ricorda un esperimento di un italiano, Castelli mi pare che fosse. Forse aveva ricevuto troppe critiche per certi accadimenti che, nei suoi libri, sembravano poco plausibili, eppure erano necessari alla trama. Un esempio potrebbe essere, se vogliamo, la classica fuga del moderno eroe attraverso i condotti di aerazione. Qualcosa che spesso può risultare quasi ridicola, ma che implicitamente accettiamo perché, tanto, l'eroe deve pur fuggire in qualche modo, e questo è un modo come un altro.

Castelli arrivava al passo successivo, ovvero: se tanto è ininfluente il modo esatto in cui l'eroe fugge, perché perdere energie per inventarsene uno plausibile? Semplicemente si potrebbe scrivere "l'eroe fugge" e lasciare al lettore il compito di "riempire gli spazi", ovvero di immaginare la modalità esatta con cui ciò avviene.

Un libro interamente composto secondo questa regola uscì negli anni '80 (o forse gli ultimi dei '70, non saprei neanche come ricercarlo). So di chi l'ha letto e l'ha trovato entusiasmante, o ridicolo, o tragico. Eppure non se ne sente parlare quasi mai. La forza di un simile libro era forse troppa per il mercato editoriale stesso?


(tra l'altro ricordo questo aneddoto: un famoso scrittore di eroi pulp stava per essere licenziato e sostituito dal giornale in cui scriveva storie a puntate. Alla fine dell'ultima puntata che gli permisero di scrivere, mise il suo eroe in una posizione impossibile: era infatti rannicchiato dentro una cassaforte, malignamente chiusa dall'esterno.

La redazione lo licenziò e cercò altri scrittori che potessero continuare la storia. Eppure, a nessuno riusciva a venire in mente un singolo metodo plausibile con cui l'eroe potesse uscire dalla sua pericolosa situazione. Dopo vari tentativi, la redazione riprese contatto con l'originale scrittore, concedendogli di continuare la storia che nessun altro sarebbe riuscito a continuare.

Quel che lo scrittore scrisse, all'inizio della puntata successiva, fu: "una volta uscito dalla cassaforte, l'eroe si mise alla ricerca di chi ce l'aveva rinchiuso" :D)

Ciao ciao
Llark
"Come with me in the twilight
of a summer night for a while
tell me of a story
never ever told in the past"
Avatar utente
Llark
Site Admin
 
Messaggi: 4445
Iscritto il: 18 ott 2007, 7:45
Località: Roma

Messaggiodi Myszka » 25 apr 2009, 11:57

Llark ha scritto:In un certo senso, è il lettore che è chiamato in causa. E' il lettore che decide la propria storia. Molto interessante.

Sì, se tutte le possibilità avessero pari dignità. La critica maggiore infatti era proprio l'esistenza di una storia "corretta" in mezzo alle altre "false".

Con Castelli mi hai fatto venire in mente un fumetto: American Hero (alla storia ha collaborato anche gente famosa, ad esempio Stan Lee), in cui i momenti clou sono sostituiti da pagine bianche, appena accennate a mo' di sketch, perché potesse essere il lettore a "farle sue" con l'immaginazione.
Personalmente l'ho trovato in libreria una sola volta (alla Feltrinelli di via Orlando, al piano di sotto nel reparto "ragazzi") e mi è sembrato una cavolata. Costava tanto tra l'altro, e me lo feci sfuggire. Di tanto in tanto a Mel Bookstore guardo tra i fumetti usati se per caso lo ritrovo.

Invece non tanto tempo fa (sì, lo so, salto di palo in frasca) ho trovato da Reminder a Piazza San Silvestro una copia de "Quattro pagine aggiuntive all'Enciclopedia Britannica del 1902". Si tratta delle pagine scomparse in cui si parla di Tlon, Uqbar, Orbis Tertius; o meglio -ovviamente- si tratta di un saggio su quelle quattro pagine.
Myszka
Signore dello Spam
 
Messaggi: 546
Iscritto il: 18 ott 2007, 9:59

Messaggiodi Llark » 26 apr 2009, 22:44

Myszka ha scritto:Con Castelli mi hai fatto venire in mente un fumetto: American Hero (alla storia ha collaborato anche gente famosa, ad esempio Stan Lee), in cui i momenti clou sono sostituiti da pagine bianche, appena accennate a mo' di sketch, perché potesse essere il lettore a "farle sue" con l'immaginazione.


Nulla di nuovo! John Byrne fece una cosa simile in alcune tavole di Alpha Flight nel 1983. Disegnò una intera sequenza di lotta (sei pagine) ambientata sotto una pesante tormenta di neve semplicemente presentando vignette totalmente bianche ad eccezione di pensieri ed onomatopee :D

Per quanto riguarda invece l'enciclopedia, ricordo una edizione particolare di un "aggiornamento" dell'enciclopedia... mumble... non ricordo quale fosse.
Vabbè, insomma, non so manco se si usa ancora ma ogni anno usciva un nuovo volume dell'enciclopedia che conteneva gli aggiornamenti. Ecco, ne fecero uscire una versione da ridere che era piuttosto simile agli aggiornamenti originali, solo che contenevano definizioni sbagliate e aggiornamenti strampalati.

Credo la ritirarono dal commercio perché troppo simile all'originale (è plausibile che più di qualcuno si sia sbagliato, come accade per i pesci d'aprile, per dire)

Beh, ma di divertissement sui libri ce ne sono parecchi :D

Ciao ciao
Llark
"Come with me in the twilight
of a summer night for a while
tell me of a story
never ever told in the past"
Avatar utente
Llark
Site Admin
 
Messaggi: 4445
Iscritto il: 18 ott 2007, 7:45
Località: Roma


Torna a Libri e fumetti

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

cron